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Acciaierie Brescia | Storia di Alfa Acciai

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Anni ’50 , ’60 e '70

Il primo documento d’interesse nel ripercorrere la storia del Gruppo Alfa acciai è l’atto costitutivo del 10 novembre 1954 della società “Acciaierie Laminatoi Fonderie Affini srl”, da cui il nome attuale ALFA, che diede avvio ai lavori per la costruzione dei primi fabbricati e impianti.

 

La società ha individuato le aree ove edificare gli edifici nella zona a sud-est del Comune di Brescia, in quanto era possibile l’allacciamento alla rete elettrica ad alta tensione, indispensabile per il funzionamento dei forni elettrici, e vi era la presenza di manodopera per la vicinanza con la città. Tale area, attualmente compresa tra quella residenziale di San Polo, sviluppatasi successivamente, e importanti infrastrutture viarie, diventa la sede di Alfa Acciai e si estende su una superficie totale di circa 354.000 mq.

 

Alla fine del 1955 lo stabilimento viene completato e Alfa Acciai inizia la propria attività come acciaieria, mentre il laminatoio viene costruito nel 1962.

 

Il periodo successivo fino agli anni '70 è caratterizzato da una forte espansione produttiva dello stabilimento, sia per quantità che per tipologia di prodotto. In pochi anni si posiziona sul mercato come riferimento collaborativo dell'industria, del mondo delle costruzioni e della vergella per trafila nello scenario di forte sviluppo socio-economico di quel periodo storico.

 

Il passaggio impiantistico alla colata continua nel 1970 e i forti investimenti per l'aggiornamento tecnologico permettono di moltiplicare la capacità produttiva in entrambi i reparti: acciaieria e laminatoio. L'azienda raggiunge una dimensione equilibrata e allo stesso tempo competitiva, dove la solidità d'impresa si affianca alla capacità di crescere costantemente.

Anni ’80

Conclusa questa prima fase di espansione, lo sviluppo dell’azienda si è concentrato sull’ottimizzazione dei macchinari attraverso gli aggiornamenti tecnologici dei forni elettrici, delle macchine da colata continua e dei laminatoi.

 

Con lungimiranza, già a partire dal 1984, il Consiglio di Amministrazione ha intrapreso un corposo programma di miglioramento finalizzato alla mitigazione dell’impatto ambientale dello stabilimento, sia mediante l’installazione di impianti di abbattimento delle emissioni dei forni elettrici all’avanguardia nel settore, sia mediante i sistemi di insonorizzazione dei principali processi di lavorazione.

 

Il periodo a metà degli anni '80 è stato caratterizzato da ulteriori forti investimenti da parte dell’azienda volti alla razionalizzazione degli impianti e all'aggiornamento della filiera, ciò attraverso il perfezionamento del treno vergella, l’installazione di un nuovo impianto di finitura barre e la sostituzione dei 3 forni elettrici da 40 tonnellate con due nuovi forni da 80 tonnellate affiancati dai forni siviera.

 

La strategia tecnico-commerciale punta quindi sempre più decisamente su tutti i tipi di acciaio per l’edilizia, integrando la produzione di vergella e tondo in rotolo con la produzione di tondo in barre e dando vita al reparto “lavorazioni a freddo” di Alfa Acciai (oggi confluito nella società Alfa Derivati S.r.l.) che produce reti elettrosaldate e ribobinato.

Anni ’90

E’ in questi anni, nel solco di quanto definito precedentemente, che Alfa Acciai giunge alla definizione del brevetto dell’acciaio ad Alta Duttilità (AD) per gli impieghi in zone sismiche.

 

L’acquisizione di Ferroberica (Vicenza) permette di potenziare tutte le lavorazioni a freddo necessarie per soddisfare le svariate esigenze del settore edile, tra cui la presagomatura e l'assemblaggio di acciaio per cemento armato, settori nei quali è ora il maggior operatore italiano e secondo in Europa.

 

Guardando alle importanti opportunità nell’area meridionale, Alfa Acciai acquisisce Acciaierie di Sicilia (Catania), unica acciaieria presente sull’isola. A questo importante investimento fa seguito l’aumento considerevole degli standard qualitativi, di sicurezza e ambientali, del livello produttivo e conseguentemente delle esportazioni, favorite anche dalla posizione strategica nel centro del Mediterraneo.

 

Per migliorare la qualità e l’approvvigionamento della materia prima rottame, in questi anni si installano sia a Brescia che a Catania impianti di frantumazione e selezione del rottame e Alfa Acciai dà avvio in Germania ad una joint venture durata oltre un ventennio con Thyssen Sonnemberg Recycling, leader mondiale nella produzione e vendita di rottame ferroso e non ferroso.

 

Negli anni compresi tra il 1996 e 2000 Alfa Acciai, in accordo con il comune di Brescia, studia il piano "Alfa 2000" per la riduzione dell’impatto ambientale dello stabilimento verso l’esterno. Il piano ha comportato  importanti interventi impiantistici di miglioramento per l’abbattimento dei fumi, la realizzazione di una barriera acustica di notevoli dimensioni, l’imboschimento delle aree al perimetro dello stabilimento, la realizzazione della pista ciclabile, nonché il  trasferimento dell’ingresso degli autocarri, avvenuto nel 2007,  da Via San Polo  al lato rivolto verso la tangenziale sud,  che ha reso più agevole  il collegamento con le  autostrade e  notevolmente  ridotto il disagio nei confronti della popolazione e del traffico cittadino.

Anni 2000-2010

Nel 2004 Alfa Acciai festeggia con orgoglio i suoi primi 50 anni di attività, aprendo le porte ai famigliari dei dipendenti e alla comunità locale ed inaugurando il terzo laminatoio che introduce nella gamma un prodotto innovativo per caratteristiche meccaniche, dimensionali e di confezionamento: il tondo per cemento armato in rotolo rocchettato.

 

Il Gruppo Alfa Acciai raggiunge negli anni successivi una capacità produttiva complessiva di 2,5 milioni di tonnellate annue, con produzione massima nel 2008, diventando in Europa tra i maggiori produttori di acciaio per costruzioni.

 

Nel nuovo millennio il rispetto dell’ambiente da sempre perseguito diventa scelta concreta di etica d’impresa. Il conseguimento dell’AIA e la costituzione dell’Osservatorio sull’Alfa Acciai, insieme alle certificazioni del contenuto di riciclato, di Sistemi di Gestione Qualità, Ambiente e Sicurezza, e la certificazione europea volontaria di sostenibilità Suststeel e alle dichiarazioni ambientali di prodotto, definiscono chiaramente la volontà del Gruppo di perseguire e fare crescere costantemente questo impegno qualificante e competitivo.

Anni 2010 ad oggi

Ai festeggiamenti del 60 anno di produzione il gruppo Alfa Acciai risponde con sempre maggior efficienza operativa, conseguendo il break-even a livelli produttivi inferiori e salvaguardando il miglioramento costante anche delle performance di sicurezza e ambientali.

 

Il Gruppo Alfa Acciai si diversifica ulteriormente e nel corso del 2016 acquisisce  la bresciana Tecnofil, una delle più importanti trafilerie con zincheria  in Europa, e in tempi brevi  ne razionalizza le tipologie di filo (zincato, zinco-alu e lucido), per applicazioni quali edilizia, elettrodomestico e casalinghi, automotive, sicurezza perimetrale e sistemi di recinzione e tantissime altre applicazioni di uso quotidiano, permettendo così alla capogruppo di esprimere al meglio le potenzialità degli impianti di laminazione della vergella per trafila, in termini di qualità e competitività.

 

Allo stesso anno risale l’acquisizione del sito di Montirone, sempre a Brescia, che da acciaieria dismessa ora ospita un innovativo reparto di Alfa Derivati, un’unità produttiva strategica di Ferroberica e un raccordo ferroviario di collegamento ai mercati europei.

 

Sempre più orientato al servizio verso i clienti, Il Gruppo Alfa Acciai pone rinnovata attenzione alla flessibilità dell’intera gamma produttiva, aumentando così le linee di rocchettato sia in Alfa Acciai che in Acciaieria di Sicilia.

 

Sempre più sensibile alle tematiche chiave della sostenibilità, Alfa Acciai ha recentemente studiato, progettato e realizzato in simbiosi con A2A, la maggior multiutility italiana, un sistema innovativo ed efficiente per il recupero dell’energia termica dell’acciaieria che verrà ceduta alla rete di teleriscaldamento, proiettandosi così verso la circolarità dell’energia e la sua valorizzazione, oltre a rappresentare l’esempio classico della circolarità all’infinito dei rotami metallici.

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